Pamukkale in un giorno: cosa vedere, cosa fare. Una recensione

Da Goreme a Pamukkale in autobus

Breve premessa: sono arrivata a Pamukkale alle 7 e mezza della mattina, dopo un viaggio notturno di dieci ore in un bus turco in cui nessuno sapeva una parola di inglese, condividendo il mio posto con una bimba di 5 o 6 anni e la sua mamma. È stata dura, ma sono felice perché in quel viaggio, mentre stavo facendo il mio report quotidiano sfogliando le foto della mia appena trascorsa giornata a Goreme, in Kappadokia, ho scoperto una cosa che mi rende oggi un po’ più vicina a questa meravigliosa terra e alle splendide persone che ospita: il famoso gesto per cui noi italiani siamo conosciuti in tutto il mondo, che per noi spesso significa “chemmenefregaamme” con le dita giunte come se ci stessimo tirando il sale in bocca, per i turchi ha un significato ben diverso, lo usano quando credono che qualcosa sia bello, quando apprezzano ciò che vedono. La cosa mi fa ancora sorridere a distanza di tempo, soprattutto perché ricordo bene il momento in cui guardando le foto del mio diario di viaggio la bimba che tanto desiderava comunicare con me, e non poteva però fare altro che gesticolare, ha cominciato a muovere la mano in quel classico modo all’italiana che in un simile contesto a me pareva così strano e solo quando ho visto il suo sorriso ho capito ciò che intendeva. Ci sono particolari che ci caratterizzano come esseri umani: gli occhi parlano una lingua universale e l’ho compreso meglio che mai su quel pullman in due terzi di posto a sedere, nel viso di una bellissima bimba.

Torniamo ora a parlare di quello che è al momento il punto focale del racconto, il mio arrivo in uno dei posti più spettacolari della Turchia: Pamukkale.

Pamukkale: volo in parapendio

Come da premessa, alle 7.30 con alle spalle le famose dieci ore di viaggio sono stata accolta in un hotel convenzionato con la compagnia di autobus che con 85 lire turche (circa 15 euro, al momento del mio soggiorno in Turchia. I fatti risalgono all'estate 2018: al momento la Turchia sta attraversando una forte crisi economico/monetaria e in pochi mesi si è assistito a una grave svalutazione.) mi ha portato in paradiso. Dopo lavaggio denti e rimessa a nuovo sono scesa nella hall per una veloce colazione. Non mi sarei mai aspettata la proposta che mi stavano per fare: ti piacerebbe volare? Cosa avrei dovuto rispondere?!

Dopo cinque minuti ero su un bus che ci stava portando sul pendio di una montagna in compagnia di una ragazza brasiliana e una coppia di ecuadoriani. È stato tutto cosi improvviso e inaspettato: senza nemmeno accorgermene, mentre ammiravo un panorama stupendo fatto di verde e natura, mi sono ritrovata con caschetto e imbragatura, una Go Pro nella mano e “Run, run and don-t stop, don-t stop”. In men che non si dica ero in cielo, stavo volando. Volavo, oltre che al di sopra della brulla natura turca, sulle rovine di templi romani, vedevo le loro perfette piante geometriche, e poi il fulcro della bellezza di Pamukkale: la riserva termale con le sue terrazze bianche che formano delle meravigliose piscine naturali. E io non potevo altro se non sentirmi tanto fortunata davanti alla bellezza che stavo ammirando fluttuando nel cielo su un parapendio. Vedere Pamukkale in anteprima così, è stata la scelta migliore del mondo

Photo credits: Deborah Morcelli

Quanto costa il volo in parapendio?

Il volo in parapendio mi è costato 60,00 €, 75,00 € con le foto della Go Pro. Oovviamente contrattate per il prezzo delle foto, inizialmente volevano che pagassi 40 $ Usa… ma fatelo! Il volo merita davvero! Di ritorno dal volo sono stata lasciata all’hotel ancora piena di entusiasmo! E dopo questa splendida avventura dovevo vedere più da vicino la riserva archeologica e naturale.

Riserva archeologica e naturale di Pamukkale

Sapevo che c'era la possibilità di utilizzare molte entrate e mi era stato consigliato di entrare dalla numero 3, così ho fatto: mi sono fatta accompagnare, per 4,00 € (allora 20 lire turche), dal ragazzo dell’hotel. Il consiglio è stato assai utile, l’entrata numero 3 è quella più in alto, la riserva di Pamukkale di dirama su una collina ed entrare dalla 1 avrebbe significato camminare in salita sotto il sole cocente per almeno 4 ore.

0IMG 20180803 111130Photo credits: Deborah Morcelli

Dopo aver pagato l'ingresso, allora di 35 lire turche, con la mappa del sito in mano ho iniziato il mio cammino. Mi aspettavano i resti della citta di Hierapolis con il Martirion di San Filippo, una costruzione cristiana con pianta ottagonale ai cui lati ospitavano otto stanze rettangolari e tutto intorno 32 altre stanze di più piccole dimensioni. Quello che resta non è molto ma lascia comunque di stucco, la pianta e ad oggi intatta insieme agli archi che separano le stanze e ad alcune colonne. È un posto molto interessante con una vista mozzafiato. Ho raggiunto poi l'anfiteatro, era grandissimo, ripido e alto, alla base si poteva ancora vedere la scena nella sua interezza, con le colonne e due statue, il tutto risalente all’epoca di Costantino.

A pochi passi dall’anfiteatro i Bagni di Cleopatra, delle splendide piscine in cui si può nuotare tra i resti di colonne cadute per l'effetto di un terremoto. Purtroppo al mio arrivo i turisti erano moltissimi e non mi è stato facile cogliere appieno la meraviglia che avevo di fronte, per questo motivo mi sento di consigliarvi di visitare questi luoghi in periodi o orari meno trafficati!

La mia escursione era tutt’altro che finita, mi aspettava la parte più incantevole: il gioco della natura che ha donato a Pamukkale tutta la sua particolarità, quello che viene chiamato “il castello di cotone”: le piscine levigate nei secoli dall’acqua termale ricca di calcio, luccicanti e splendenti, che spiovono in terrazzamenti di un bianco intenso sono una meraviglia incantata.

Pamukkale: quando andare

I periodi migliori per visitare queste strabilianti zone sono però la primavera e l'autunno, in cui oltre a essere meno invase dai turisti, si possono ammirare tutte le piscine colme di acqua: al momento del mio arrivo questo purtroppo non è stato possibile per via della siccità tipica della stagione estiva che ha fatto seccare molte delle piscine. La visita è stato ad ogni modo incantevole: ho potuto comunque ammirare, bagnarmi e godere con tatto e vista di questo dono che la natura ha fatto a questo luogo da favola.

Photo credits: Deborah Morcelli

Tra una foto e un'altra, con il cuore assetato di curiosità e pieno della bellezza di cui mi sono cibata nelle ore trascorse a Pamukkale, ho incontrato Juan, un backpacker peruviano che come me viaggiava solo. Tra di noi è nata subito una splendida amicizia, e dopo aver comprato una bottiglia di acqua enorme (ricordatevi di munirvi di acqua fresca prima di affrontare la camminata nel sito se non volete rischiare di disidratarvi come ho fatto io), un pranzo alle 15 con dorum kebab, il destino ci ha portato ad affrontare insieme il viaggio verso Izmir (Smirne)… ma questa e un'altra storia!

 

Autore
Deborah Morcelli
Author: Deborah MorcelliEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Ciao! Mi chiamo Deborah, sono una ragazza di Milano attualmente residente a Londra con una grande passone: I VIAGGI AVVENTURA DA BACKPACKER! Questa passione è nata con l’Interrail girando in Europa a 19 anni e da quel momento il mio desiderio e la mia curiosità non si sono fermati. In questa estate 2018 ho iniziato a viaggiare sola, prima nel nord della Spagna e poi in Turchia. La mia idea di viaggio ideale è caratterizzata da una continua fame di scoperta, non mi posso fermare mai! Ho la certezza che gli imprevisti di viaggio ti permettono di conoscere davvero te stesso, sono ciò che non dimenticherai: apprezzali!!! Il mio motto? Enjoy your life everywhere!