Efeso, Turchia: cosa vedere

Efeso, uno dei siti archeologici più importanti del mondo

Erano le 11.20 di mattina quando io e Juan siamo saliti sul treno per Selcuk pieni di curiosità e aspettative. La giornata era calda e umida, ci aspettavamo un po’ di pioggia nonostante fossimo anche consapevoli che non avrebbe in ogni caso rinfrescato. L’estate in Turchia è torrida, ma ormai me ne ero abituata. Abbiamo trascorso l’ora di viaggio ammirando i paesini che si avvicendavano, uno dopo l'altro. Uno di questi occupava interamente una collina e lungo la strada trovavano sempre più spazio paesaggi naturali: colline rocciose, prati e campi verdi.

Come arrivare a Efeso da Selcuk

Arrivati a Selcuk per raggiungere Efeso avevamo due opzioni: camminare per 20 o 30 minuti o prendere un taxi che ci avrebbe direttamente portato al sito archeologico.

Di camminare la voglia era ben poca e appena scesi dal treno un tassista ci ha fermato offrendoci il passaggio per Efeso a 25 lire; ci è bastato poco per capire che ci servivano altre 3 persone per ammassarci nel taxi e spendere solo 5 lire a testa, e così, in un battito di ciglia, abbiamo incontrato 3 ragazze cinesi che hanno prontamente accettato la nostra proposta. In pochi minuti siamo quindi arrivati alla biglietteria di Efeso.

Sito archeologico di Efeso

L’ingresso ha un costo di 40 lire turche (agosto 2018), e come già detto in merito a Pamukkale, se state organizzando un viaggio a tappe per la Turchia, in cui desiderate visitare i maggiori siti archeologici, naturali e architettonici a pagamento, nei vari botteghini potrete trovare offerte per più ingressi a prezzo ridotto.

efeso turchia sito archeologico rovinePhoto credits: Deborah Morcelli

Poco prima di entrare nel sito, abbiamo incontrato una giovane coppia di argentini che ci hanno accompagnato per gran parte del tour. Abbiamo ascoltato per ore le peripezie che li avevano condotti fino ad Efeso. Prima della Turchia li aveva ospitati un Iran incantevole, e ancora prima la Cina, di cui ricordavano con meraviglia la tomba dell’imperatore Qui Shihuang con il suo esercito di migliaia di soldati di terracotta.

Ora dovevamo goderci a pieno il sito di Efeso, ricchissimo di storia e cultura. Efeso è stato un ricco centro commerciale romano sorto nel secolo II a.C., nella regione turca all’epoca chiamata Anatolia, ed ospita le rovine di magnifici templi con particolati ancora conservati alla perfezione, cjhe ci hanno conquistato fin da subito. Scendendo a poco a poco tra quei resti sapevamo di starci avvicinando a quella che è la parte più straordinaria del sito, la facciata della Biblioteca di Celso, costruita alla fine del I secolo d.C. ad opera del figlio di Tiberio Giulio Celso Polemeano in onore del padre.

Biblioteca di Celso: un gioiello da far mancare il fiato

Ammirare la facciata della biblioteca di Celso è stata in assoluto una delle cose che più mi ha stupito del mio viaggio in Turchia ed è proprio per questo motivo che vi consiglio di inserirla nella vostra bucket list.

biblioteca di celso efeso turchiaPhoto credits: Deborah Morcelli

La bellezza dell’opera si è mantenuta nel tempo, nella sua interezza. Ci sono quattro nicchie al primo livello di colonne che ospitano le statue, quasi completamente intatte, di muse che rappresentano le virtù di Celso: saggezza, virtù, benevolenza e sapienza. Dopo aver fatto numerose foto a quella meraviglia abbiamo continuato la nostra visita immersi nei resti della città romana. A pochi passi dalla biblioteca vi è l’imponente teatro di Ephesus, che dopo l’ingrandimento attuato da Nerone fu in grado di ospitare fino a ventiquattro mila spettatori, e che dalla zona più alta, offre una vista molto suggestiva del paesaggio naturale che circonda l’antica città.

Il nostro eccezionale viaggio nella storia è durato circa tre ore.

Spiaggia di Pamukac: dopo il bagno di cultura, un bagno di relax

Finita la nostra visita abbiamo deciso di rinfrescarci con un bagno al mare in una delle spiagge che si trovano a pochi chilometri dal sito archeologico, come ci avevano consigliato le dolcissime ragazze dell’ostello di Izmir; ne ero super entusiasta, era la prima volta che mi capitava l’occasione di fare un bel bagno nelle acque turche. Con un piccolo e classico pulmino che aspettava i turisti proprio fuori dalla città abbiamo raggiunto in pochi minuti la spiaggia di Pamukac. Proprio sul sel sentiero che ci portava al bagnasciuga abbiamo visto un ragazzo che portava sulla testa un vassoio con una cinquantina di simit, le famose ciambelle turche al sesamo che si possono assaggiare ovunque in Turchia, uno dei classici dello streetfood turco.

efeso turchia uomo marePhoto credits: Deborah Morcelli

Raggiunta la spiaggia, abbiamo notato che era occupata soprattutto da famiglie turche. Abbiamo steso i teli sul bagnasciuga per poi tuffarci nelle calde acque limpide e calde. 
Poco dopo ho notato di essere l'unica donna ad indossare un bikini, mentre tutte le donne intorno a me indossavano il famoso burqini. È stata una sorpresa, almeno in un primo momento, è anche questa una particolarità culturale che ci ha permesso di conoscere un po’ di più la zona. Ci siamo goduti il mare, quel mare che solo mancava per coronare la mia visita in Turchia. Nel cielo due stupendi fenicotteri volavano liberi, era la prima volta che li vedevo e la mia esaltazione raggiunse livelli altissimi! Il paesaggio usciti dall’acqua era bellissimo, pochi raggi di sole illuminavano il mare e lo riempivano di diamanti di luce.

efeso turchia donne che pescanoPhoto credits: Deborah Morcelli

Dopo aver trascorso qualche ora sulla spiaggia, godendoci finalmente un po' di relax, siamo rientrati nel tardo pomeriggio a Selcuk per prendere il treno che ci avrebbe riportato a Izmir. Arrivati al paese ci siamo persi nel mercato cittadino della domenica, c’erano un sacco di cose buone da mangiare e io mi sono fiondata alla bancarella di formaggi. Ne ho comprato una quantità smisurata, non sapendo nemmeno il perché: me li facevano assaggiare ed erano buonissimi e questo mi bastava. Solo dopo essermi resa conto che non avrei potuto portarli con me sul pullman nella nostra lunga notte di viaggio, ho deciso di regalarli. Triste per la perdita dei miei formaggi caserecci, cercai di consolarmi facendo una piccola sosta in un baretto. Juan doveva assaggiare il Raki turco, acquavite aromatizzata all’anice, il più famoso liquore turco che viene servito molto freddo e con l’aggiunta dell’acqua si colora di bianco. Ce lo servirono accompagnato da frutta fresca ed altri formaggi, una sorpresa che mi fece tornare il sorriso!

E così ci siamo lasciati alle spalle una splendida giornata, immersa nella cultura e nella storia, incorniciata dalla natura di questo paese sempre pieno di sorprese. Un po’ più ricchi del giorno prima e consapevoli di esserlo meno del domani, fu in quel momento che mi accorsi di essere felice.

 

Autore
Deborah Morcelli
Author: Deborah MorcelliEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Blogger
Ciao! Mi chiamo Deborah, sono una ragazza di Milano attualmente residente a Londra con una grande passone: I VIAGGI AVVENTURA DA BACKPACKER! Questa passione è nata con l’Interrail girando in Europa a 19 anni e da quel momento il mio desiderio e la mia curiosità non si sono fermati. In questa estate 2018 ho iniziato a viaggiare sola, prima nel nord della Spagna e poi in Turchia. La mia idea di viaggio ideale è caratterizzata da una continua fame di scoperta, non mi posso fermare mai! Ho la certezza che gli imprevisti di viaggio ti permettono di conoscere davvero te stesso, sono ciò che non dimenticherai: apprezzali!!! Il mio motto? Enjoy your life everywhere!