Ankara cosa vedere: una giorno nella capitale turca

Io e Jasmine, la mia stupenda amica, nonché musa ispiratrice dei miei viaggi, in una notte di agosto abbiamo lasciato le bellezze di Istanbul per andare alla scoperta di cosa vedere nella capitale della Turchia: Ankara.

Da Istanbul ad Ankara in aereo con 13 euro

Il nostro volo era programmato per le 5 del mattino dal piccolo aeroporto di Sabiha, molto più piccolo rispetto al famoso scalo di Ataturk, da cui passano la maggior parte dei voli internazionali. L’aereo era prenotato da luglio con la Turkish Airlines alla modicissima cifra di 13 euro (luglio 2018). Per arrivare a Sabiha abbiamo preso un pullman da piazza Taksim a mezzanotte, sapevamo che avremmo dovuto dormire qualche ora in aeroporto per trovare le forze necessarie per affrontare la nostra unica giornata ad Ankara. O almeno, questo era il programma.

ankara turchiaPhoto credits: Deborah Morcelli

Scese dal pullman ci siamo trovate direttamente al controllo bagagli; l’edificio era piccolo, e siamo andate subito alla ricerca di un posto il più possibile comodo per riposare e caricare i cellulari. La proposta di Jasmine, che per una strana ragione mi è sembrata immediatamente interessante, è stata quella di piazzarci in un posto molto particolare: i bagni. Io ho visto all’istante il mio luogo ideale: il fasciatoio dei bambini aveva una stupenda base in marmo e sarebbe divenuta il mio materasso per la notte. Jas prese invece posto sugli zaini sotto di me. Non appena sono riuscita a chiudere gli occhi e a prendere sonno qualcosa che non avevamo calcolato mi ha svegliato improvvisamente: l’asciugamani ad aria. Rido ripensando a quella folle notte. Non avevamo la forza di spostarci e abbiamo sopportato con orgoglio quella immensa tortura nelle ore di dormiveglia a Sabiha.

Alle 4 e 30 abbiamo lasciato il bagno che ci aveva dato alloggio per quelle poche ore. La sola carica che portavamo addosso era quella dei telefoni. Come due zombie abbiamo preso l’aereo che in un’ora e venti minuti ci avrebbe portato ad Ankara dal nostro host di Couchsurfing Murat.

ataturkPhoto credits: Deborah Morcelli

Ankara, la cosmopolita capitale della Turchia

Murat ci aspettava alla stazione di Kizilay, nella zona centrale della città. Abbiamo scambiato due chiacchiere e abbiamo subito capito di essere di fronte a una persona deliziosa. Arrivati a casa sua abbiamo visto la stanza dove avremmo dormito, finalmente su due comodi letti. Murat è uscito per andare a fare la spesa e con la classica ospitalità turca ci ha preparato una splendida colazione in grande stile: il tanto desiderato caffè, succo di ciliegia, banana, nutella, pomodori, formaggio, patatine fritte e il piatto d’eccellenza: la frittata con il Sucuk, una salsiccia essiccata dal sapore intenso tipica dell’area balcanica che unita alle uova diventa il pezzo forte della colazione turca.

Ankara cosa vedere

Recuperate il più possibile le forze tutti insieme abbiamo lasciato la casa di Murat per andare alla scoperta della città. Murat ha deciso di portarci a vedere subito il mausoleo di Ataturk, uno dei monumenti più importanti della capitale, con il museo gratuito sulla guerra d’indipendenza e unificazione turca dei primi anni trenta del ‘900. Scesi dalla metro, linea Ankaray, alla stazione di Tandogan, la più vicina alla nostra meta, potevamo camminare per circa 15/20 minuti, ma eravamo troppo stanche e quindi abbiamo deciso di aspettare la navetta gratuita per il mausoleo, che ci ha portati direttamente davanti al lungo viale lastricato costeggiato da più di venti grosse statue di leoni, simbolo di potere. Prima di affrontare il viale, però, la nostra attenzione è stata catturata da due grandi statue. Una sulla sinistra rappresentava tre uomini: un soldato, un intellettuale ed un contadino, simboli dell’indipendenza e della libertà turca; sulla destra invece: tre donne, che in un insieme di simboli rappresentano la ricchezza della patria. Una di esse piange la perdita della guida del paese: Ataturk.

ankara capitale turchiaPhoto credits: Deborah Morcelli

Il mausoleo di Ataturk

Il lungo viale, con le dodici coppie di leoni, conduce all’enorme cortile di pianta quadrata circoscritto da portici colonnati, che nella parte sinistra ospita il grande edificio della tomba di Ataturk, al quale si accede salendo una scalinata. La stanza che custodisce la bara in marmo non è molto ampia, quanto invece austera, come tutto il monumento. Il soffitto è altissimo ed accoglie nella parte centrale un mosaico d’oro che con la sua lucentezza ammalia i visitatori.

mausoleo di ataturkPhoto credits: Deborah Morcelli

Dopo aver visitato il mausoleo di Ataturk abbiamo poi fatto visita ai musei che si trovano nel sito. Come già detto, l’ingresso era libero ed abbiamo potuto fare un viaggio nella storia della guerra di indipendenza turca, della vita di Ataturk, con incredibili riproduzioni in cera del presidente.

La visita al mausoleo è durata un paio d’ore, è stato davvero interessante e affascinante, ma la scelta dell’orario sbagliatissima; sconsiglio infatti di visitarlo nelle ore più calde, se viaggiate nei mesi estivi, perché le zone d’ombra sono poche, e ci si rischia di stancare più del dovuto, come d’altronde è capitato alla dolce Jas che, distrutta dal sole e dalla nottata insonne, ha deciso di tornare a casa a riposarsi.

Il Museo delle Prigioni

Mentre io e Murat organizzavamo il pomeriggio abbiamo dovuto riconoscere che un’altra cosa era andata storta: era lunedì. Il lunedì ad Ankara tutti i musei restano chiusi, e quindi non abbiamo potuto visitare quella che per Murat era la più interessante esposizione di Ankara: Ulucanlar Prison Museum, il museo delle prigioni. A suo dire molto particolare, curioso e toccante perché è una vera e propria prigione in disuso, nella quale, però, tutto è rimasto bloccato, fin nei piccoli particolari, e secondo lui, entrandoci, si può sentire ancora nell’aria l’energia straziante di quel posto che ha ospitato le sofferenze di prigionieri politici e non.

Moschea di Kocatepe

Con la curiosità spezzata, ed un poco delusa dalla scoperta di non poter vedere tutto ciò che meritava di essere visto, sapendo di poter dimenticare lo sgarro del destino deliziandomi con altra bellezza, mi sono fatta accompagnare prima di pranzo alla moschea di Kocatepe, la più grande ed imponente moschea di Ankara, all’esterno completamente bianca ed all’interno ricchissima della tipica arte geometrica musulmana, con le finestre decorate da mosaici di vetro colorato ed un maestoso lampadario sferico al centro della zona di preghiera.

moschea di kocatepePhoto credits: Deborah Morcelli

Una bellezza che mi ha lasciata senza fiato. A differenza delle moschee di Istanbul sempre piene di turisti, quella di Ankara era praticamente vuota ed ho potuto ammirarla in tutta la sua magnificenza. Consiglio di non perdersela a chi, come me, ha un debole per queste meraviglie architettoniche!

moschea di kocatepe ritrattoPhoto credits: Murat Tas

Pranzo in compagnia a base di delizie turche 

Terminate le visite, incredibilmente affamati, ormai erano le 4 del pomeriggio, abbiamo fatto un pranzetto di tutto rispetto in un ristorante tipico turco, in cui ho mangiato un piatto molto particolare chiamato Beyti kebab che ha le sue origini in Istanbul. Il Beyti Kebab è un piatto di carne macinata avvolto da lavash, una sottile piadina tipica della zona mediorientale, ricoperto di salsa di pomodoro servito mo’ di cerchio nel piatto al centro del quale viene disposto del buonissimo yogurt e del riso. Sul tavolo, incredibilmente offerti dalla casa, avevamo gli antipasti: una splendida insalata, della salsa piccante al pomodoro dal sapore incredibile, una zuppa allo yogurt e la cosa che più mi ha reso felice: il Cig Kofte, una tartare di manzo tritata finissima e servita cruda che, per tutto il mio viaggio, avevo visto più volte nei vari ristoranti e negozi, ma mai avevo avuto il coraggio di assaggiare. Ovviamente dopo il pranzo ci è stato offerto anche un fantastico tè cay. Inutile dire che il cibo mi abbia soddisfatto, tutto, dal primo all’ultimo boccone; probabilmente Ankara, grazie soprattutto al nostro fantastico host Murat, mi ha regalato la migliore esperienza culinaria che io abbia fatto in Turchia.

cibo turcoPhoto credits: Deborah Morcelli

La giornata si è conclusa poi in un parco in una parte residenziale della capitale turca, una zona collinare da cui si poteva vedere tutta la città, con una bottiglia di vino al lampone (una scoperta particolarissima), e scambi di idee sulla religione, sull’attualità turca, sui costumi tipici di quei luoghi e sulle loro risonanze e ripercussioni sulla vita di tutti i giorni. Intorno a noi numerosissime famiglie e gruppi di amici in festa: un’atmosfera splendida, che ha coronato la scoperta della capitale di questo stupendo paese!

Autore
Deborah Morcelli
Author: Deborah MorcelliEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Ciao! Mi chiamo Deborah, sono una ragazza di Milano attualmente residente a Londra con una grande passone: I VIAGGI AVVENTURA DA BACKPACKER! Questa passione è nata con l’Interrail girando in Europa a 19 anni e da quel momento il mio desiderio e la mia curiosità non si sono fermati. In questa estate 2018 ho iniziato a viaggiare sola, prima nel nord della Spagna e poi in Turchia. La mia idea di viaggio ideale è caratterizzata da una continua fame di scoperta, non mi posso fermare mai! Ho la certezza che gli imprevisti di viaggio ti permettono di conoscere davvero te stesso, sono ciò che non dimenticherai: apprezzali!!! Il mio motto? Enjoy your life everywhere!