Amanohashidate, cosa vedere: alla scoperta di uno dei tre paesaggi più belli del Giappone

Sabbia bianca e pini marittimi: camminando sul "ponte nel cielo"

Amanohashidate è stato forse una delle sorprese più inaspettate del nostro viaggio in Giappone. Dovete immaginarvi una striscia di sabbia bianca lunga poco più di 3km, costeggiata lungo il percorso da una fitta pineta. Da un lato la Baia di Miyazu, che affaccia sul mar del Giappone e dall'altra il "lago" Asoumi. Ci troviamo nella penisola di Tango, a circa 2 ore di treno da Kyoto. Noi volevamo a tutti i costi inserire una meta marina nel nostro viaggio in Giappone, considerato il caldo torrido che in agosto affligge il Paese del Sol Levante. Sono stati due giorni densi di esperienze, anche grazie a Umeda San e Kumiko San di Kyoto by the Sea.

amanohashidate 2Io che cerco di fare una foto alla baia di Amanohashidate e Caro che fa una foto a noi Photo credits: Carolina Canalle

In quarantotto ore abbiamo visitato la baia circostante, spingendoci fino a Ine, un piccolo villaggio di pescatori che sembra essersi fermato nel tempo, bevuto sake e mangiato oden, una minestra tipica della cucina popolare giapponese, fatto il bagno nel mar del Giappone e ovviamente visitato le principali attrazioni della cittadina. Ma andiamo con ordine:

Amanohashidate: come arrivare da Kyoto

Amanohashidate si raggiunge comodamente in poco più di 2 ore in treno da Kyoto. Dovrete prendere uno Shinkansen fino a Miyazu (incluso nel JR Pass) e da qui proseguire con la Kyoto Tango Railway Miyamai (210 Yen), un caratteristico ed elegante trenino con gli interni in legno, che vi condurrà in pochi minuti direttamente alla stazione di Amanohashidate. Il controllore ci ha fatto direttamente il biglietto a bordo, poiché il JRP non include questa breve tratta.

In alternativa potete prendere un bus da Kyoto oppure da Osaka.

Amanohashidate: cosa vedere

Amanohashidate sembra non essere ancora stata intaccata dal turismo di massa. Per questo ci ha regalato momenti di un’autenticità quasi sconosciuta. Abbiamo avuto la fortuna di essere accompagnate da due stupende guide locali, Kumiko San e Umeda San, che con una gentilezza e ospitalità rare ci hanno scorrazzato a destra e a manca, dalla Baia di Miyazu a Ine, piccolo gioiello sul mare, a una piccola osteria giapponese dove abbiamo assaggiato autentico oden giapponese, accompagnato da sake caldo, fino al ridente porto di Miyazu. Ma, anche qui, andiamo con ordine:

Monte Monju

Il Monte Monju è un piccolo monte che si erge alle spalle della cittadina di Amanohashidate. Da qui potrete ammirare il favoloso istmo di spiaggia, 3,3 km di sabbia e pineta baciate dal Mar del Giappone. Si raggiunge comodamente in pochi minuti grazie alla caratteristica funivia che vi porterà fino in cima.

amanohashidate funiviaPhoto credits: Elena Assirelli

 

Qui potrete trovare un piccolo parco giochi, perfetto per i bambini, un ristorante (che serve semplici piatti a base di pesce) e il famoso punto di osservazione della baia.

amanohashidate view landPhoto credits: Elena Assirelli

amanohashidate ciboPhoto credits: Elena Assirelli

Di fronte a voi “uno dei 3 paesaggi più belli e caratteristici del Giappone”. Potrete inoltre salire sulla panca e provare anche voi il “matanozoki”, il cui senso è perfettamente illustrato in questo cartello che abbiamo fotografato. Si tratta di capovolgere la visione del paesaggio per ritrovare mare e cielo capovolti e un drago a sostituire l’istmo di spiaggia (e pineta).

amanohashidate punto osservazionePhoto credits: Elena Assirelli

matanozoki amanohashidatePhoto credits: Elena Assirelli

amanohashidate matanozokiPhoto credits: Elena Assirelli

amanohashidate carolinaCarolina alle prese con il Matanozoki Photo credits: Elena Assirelli

Per raggiungere la base del Monte abbiamo noleggiato una bicicletta, direttamente presso il nostro Hotel, ma le distanze nei dintorni sono brevi, pertanto chi ama camminare può tranquillamente girare la piccola cittadina a piedi.

Chionji Temple

A pochi minuti a piedi dalla stazione ferroviaria di Amanohashidate, potrete visitare questo piccolo tempio buddista, dedicato alla saggezza e all'intelletto. Quando siamo state noi c'erano meno di una decina di persone, pertanto la visita è stata gradevole e veloce.

Ponte girevole

Il ponte girevole, costruito negli anni 20 del Novecento, è in grado di ruotare 90° per consentire il passaggio dalle navi alla Baia. È un piccolo ponte rosso che percorrerete senza quasi accorgervene passando da una parte all'altra della cittadina.

La spiaggia di Amanohashidate

I 3,3 km di lingua di spiaggia che affacciano sulla baia di Miyazu sono praticamente deserti. La maggior parte dei turisti e dei locali percorre l'istmo in bicicletta, all'ombra di una bellissima pineta. Ogni qualche centinaio di metri ci sono anche piccoli rifugi in legno dove potersi sedere e fare un pic-nic. C'è anche un piccolo bar, poco rifornito, proprio all'inizio del percorso.

amanohashidate beachPhoto credits: Elena Assirelli

spiaggia giappone amanohashidateIo felice dopo aver fatto il mio primo bagno in Giappone Photo credits: Carolina Canalle

Noi siamo state in spiaggia qualche ora, riuscendo anche a fare il bagno. C'è da dire che c'era un vento fortissimo, soprattutto perché da lì a poche ore sarebbe arrivato un tifone che ci ha costretto ad anticipare di un paio di ore il nostro ritorno a Kyoto (ma questa è un'altra storia).

Com'è fare il bagno nel Mar del Giappone?

È stato liberatorio e bellissimo. L'acqua era discretamente tiepida, pulita, solo un poco agitata per via del tifone che da lì a poco sarebbe arrivato. La sabbia invece è finissima e bianca.

amanohashidate beach 2Photo credits: Elena Assirelli

 

Ti aspetteresti di trovare turisti, bar, stabilimenti, e invece nulla di tutto questo, solo l'odore del mare e dei pini circostanti. Ma i Giapponesi fanno il bagno? Pochi direi, pochissimi. Sembra che abbiano il culto del mare in modo completamente opposto a noi occidentali. Gli unici che abbiamo visto fare il bagno insieme a noi quel giorno erano infatti turisti. Che dire? È stato meglio così, ci siamo godute la solitudine della natura e del vento, avvolte da una calma quasi surreale, perfettamente giapponese.

Baia di Ine

Ine è senza dubbio un gioiello imperdibile per chi ha la fortuna di passare da Amanohashidate. Per raggiungerla è necessaria un'automobile, oppure potete prendere un autobus dalla stazione di Amanohashidate (durata del viaggio: 1 h circa). Si tratta di un piccolo villaggio di pescatori, costruito tutto in legno, che si affaccia su una splendida baia protetta. È molto caratteristico e al momento per nulla turistico, anche se piano piano stanno nascendo piccoli bed and breakfast. 

Per scoprire di più continuate a leggere: Ine, il Giappone sospeso nel tempo

baia di inePhoto credits: Elena Assirelli

I due giorni ad Amanohashidate ci hanno regalato dei momenti di calma e tranquillità, circondate dal mare, dalla natura e accolte dalla tipica gentilezza del popolo giapponese. Sono stati belli, pieni e liberatori, completamente in antitesi rispetto al caos e alla fretta della capitale Tokyo, regalandoci un'immagine di un Giappone rurale e autentico. Qui il turismo non è ancora arrivato, si respira a pieni polmoni l'aria pulita e si gode di una vista eccezionale e di un clima un po' più fresco rispetto al caldo asfissiante delle città.

Il piccolo porto di Miyazu

La mattina della partenza abbiamo anche avuto la fortuna di visitare il piccolissimo porto di Miyazu, dove ci siamo recate con il gentilissimo Umeda San, maestro cuoco.

pesce pescato porto di miyazuPhoto credits: Elena Assirelli

porto di miyazu 5Photo credits: Elena Assirelli

 

Siamo arrivati al porto all'alba, abbiamo aspettato le barche che rientravano dalla pesca e abbiamo potuto vedere come funziona la realtà di un così piccolo porto e del suo annesso mercato di pesce, così distante dal caos e dalla frenesia dell'enorme Tsukiji. Di seguito un piccolo reportage di foto:

porto di miyazuPhoto credits: Elena Assirelli

porto di miyazu 3Photo credits: Elena Assirelli

porto di miyazu 4Photo credits: Elena Assirelli

E dopo aver visitato anche questo, è stata ora di rifare le valigie e di ritornare a Kyoto, ma ancora non sapevamo che un bel tifone ci avrebbe complicato (anche se di poco) le cose.

amanohashiate riflessoPhoto credits: Elena Assirelli

 

 

Autore
Elena Assirelli
Author: Elena AssirelliEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Founder
Trent'anni, mi occupo per lavoro e per passione di web, SEO e fotografia. Sono curiosa, ma cambio idea troppo spesso. Mi piace organizzare viaggi fai-da-te, conoscere nuove culture e abitudini, assaggiare nuovi piatti, scrivere e scattare tantissime fotografie. Vivo e lavoro a Milano, città dove sono nata, da cui amo andarmene per poi ritornare.